Disponibile a breve anche tramite podcast . Quel pomeriggio, nei primi minuti del laboratorio di logoteatroterapia, Valerio (nome di fantasia) vorrebbe raccontarmi una cosa che ha fatto nei giorni precedenti. La frase che pronuncia è "io fatto cuore" e si spazientisce perché nessuno di noi riesce a comprenderla. Affetto da due disturbi del neurosviluppo che non intaccano assolutamente la sua simpatia, l’estro e la voglia di fare, Valerio è comunque abituato al fatto che gli adulti spesso si sostituiscono a lui, lo aiutano e supportano, si sforzano, interpretano e formulano ipotesi finché comprendono il messaggio. Il nostro ha quindi strutturato nel tempo una comunicazione ridotta all’osso, composta per lo più da frasi minime, con le quali più o meno riesce sempre a cavarsela. Ma stavolta provo a interrompere il tentativo di decodifica di un’altra terapista presente in stanza, e rimando a lui il problema. Con grande calma e lentezza, gli ripeto esattamente quel che ha detto i...
Di Cecilia Moreschi