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Come fare scelte importanti in modo diverso con il Teatro – Esercizi e consigli

Disponibile a breve anche tramite podcast.

Spesso, all’interno di vari disturbi del neurosviluppo e non solo alberga la rigidità cognitiva, la quale ostacola o quantomeno rallenta il cambio di opinione, di punto di vista, di azione o comportamento quando ve ne sarebbe necessità. In realtà suddetta rigidità appare in molteplici situazioni e fa capolino (a volte) anche nei comportamenti di chi non mostra alcun tipo di problematica o fragilità. In quante occasioni abbiamo ascoltato genitori, insegnanti, professionisti o anche terapisti lamentarsi del comportamento dei propri figli, alunni, colleghi o pazienti senza mai riflettere sul famoso assioma se vuoi ottenere un risultato diverso, devi fare qualcosa di diverso che porterebbe costoro a mettere in campo nuove strategie magari mai utilizzate prima, per ottenere una risposta differente. 
Ecco quindi la scena improvvisata “Alzati dalla sedia” realizzata con un gruppo di adulti all’interno di un workshop di improvvisazione, che allena esattamente tale aspetto. 
Il primo attore o attrice, che chiameremo A, è comodamente seduto su una sedia. Il secondo, che chiameremo B, entra in scena e (dopo aver pianificato la situazione e i personaggi) si presenta ad A rendendo noto non solo chi siano e dove si trovino, ma soprattutto un motivo per il quale A dovrebbe alzarsi dalla sedia e lasciargliela. Naturalmente A non gli renderà la vita facile, si alzerà solo allorquando le motivazioni esposte siano assolutamente convincenti e inderogabili. Propongo dunque l’improvvisazione al gruppo di partecipanti al workshop, che mettono in campo idee originali e spassose finché una di loro non si impantana in un argomento che non la porta da nessuna parte. L’attrice che interpreta A continua a trovare motivi per non alzarsi ed è completamente inutile insistere, pur trovando in continuazione nuove sfumature, visto che è evidente che non sortisca l’effetto desiderato. Interrompo la scena, concedo un momento di pausa a B per rielaborare la situazione, rendersi conto di essere entrata in un tunnel senza uscita e provare a cercare strade diverse. La pausa le consente dunque di analizzare velocemente la situazione e mettere a fuoco la necessità di cambiare completamente strategia. Stavolta la scelta è azzeccata; la seconda tematica adottata sortisce finalmente l’effetto desiderato: A si alza dalla sedia.
Ancora una volta il teatro svela, fa emergere parti di noi delle quali (forse) non avevamo mai preso coscienza. Ma la sua azione benefica non si ferma qui: allo stesso tempo l’arte scenica offre soluzioni e strategie compensative, che non solo risolvono la recitazione ma allenano l’essere umano a una sempre maggiore funzionalità nella propria vita quotidiana.

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