Quella mattina Laura arriva di corsa. È scortese con tutti e scostante. È talmente su di giri e infastidita per aver fatto tardi che impiego non poco a calmarla, interpretare il suo stato d’animo così scombussolato e farle riacquistare un minimo di serenità. Sto per iniziare quando mi rendo conto che è più importante lavorare su altro. Le chiedo come mai è così sgarbata con noi, mentre sono tutti gentili nei suoi confronti. La ragazza spalanca gli occhi, non si aspetta proprio una domanda del genere. Va detto che è affetta dal Disturbo dello Spettro Autistico e da come risponde si capisce che ha una scarsa percezione del suo comportamento. Anche con l’aiuto degli altri, rifaccio mimando esattamente ciò che ha fatto stamane, così che possa vedersi da fuori e prendere coscienza del suo atteggiamento. Laura ride e tenta di dare alcune spiegazioni. Allora, la incalzo facendole notare che avrebbe potuto fare tutto mostrandosi maggiormente gentile. La ragazza ovviamente sa alla perfezione co...
Questa è la storia di Davide, lo chiameremo così. Adolescente con una famiglia sfasciata alle spalle ma sempre vestito all’ultima moda, con scarpe costose, smartphone e tablet di ultima generazione. Inoltre, ha problemi di udito. È come se non sapesse proprio comportarsi. Siede scomposto, non guarda negli occhi, risponde male. Mi accorgo che tutto ciò è spesso dovuto a una difficoltà nel comprendere il mondo in cui si trova. Gli oggetti sono più importanti delle persone. Averli e possederli accende enormemente il suo interesse rispetto a tutto il resto. Per lui conta poco o nulla imparare, comprendere gli altri ragazzi o riuscire a entrare in relazione con loro, a meno che non possa ottenere qualcosa in cambio. L’accordo con i suoi genitori infatti è basato sul quieto vivere purché lui faccia il minimo indispensabile a scuola, per poi guadagnarsi il premio atteso: soldi, vestiti di marca, oggetti da mostrare come bracciali, occhiali da sole e così via. Eppure vi sono brevi momenti in c...