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Workshop a febbraio a Il Circolo espanso

 
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Difficoltà a mantenere l’attenzione e a interagire con l'ambiente

Mi trovo a condurre il laboratorio di logoteatroterapia con un gruppo di bambini di quinta elementare. Alcuni affetti da iperattività, altri da disturbo d’attenzione, altri ancora da borderline cognitivo e goffaggine motoria. Ma al di là delle fragilità, sono tutti ragazzi allegri e simpatici, che rivelano spesso un tratto comune: difficoltà a mantenere l’attenzione per il tempo consono all’età cronologica, senza perdersi in chiacchiere, commenti o frasi assolutamente fuori argomento; difficoltà a offrire rapidamente la risposta corretta alle richieste dell’ambiente. Come posso stimolare questa competenza attraverso la logoteatroterapia? Ecco un’attività facile da realizzare in qualsiasi ambiente. Dopo aver riflettuto insieme ai ragazzi sul fatto che per fare teatro sono sufficienti il corpo dell'attore e la voce, provo alcune brevissime scene in cui mi avvicino a uno di loro usando questi due elementi e soprattutto la voce come puro suono, senza proferire parola. Fingo ad esempio

Spettacolo su Canto di Natale Laboratorio di Logoteatroterapia a Roma

Il 23 dicembre scorso nella splendida cornice della libreria Eli a Roma, la quale ospita il laboratorio di Logoteatroterapia, è andato in scena Canto di Natale di Charles Dickens, recitato dagli allievi del corso. Preparare uno spettacolo per poi rappresentarlo di fronte al pubblico è sempre fonte di grandi emozioni per tutti, attori e registi. Ma ogni singola volta accade qualcosa di particolare e la nostra rappresentazione non ha infranto questa regola. Appena ho proposto alle mie giovani attrici e ai miei giovani attori l’idea di fare un piccolo spettacolo per Natale, sono stati tutti entusiasti e subito si sono messi in gioco. Ho narrato loro la vicenda scritta da Dickens e distribuito le parti. Quindi i ragazzi stessi hanno improvvisato pezzo per pezzo, trasformando il mio adattamento in azione scenica e dando voce ai vari personaggi, donando a ciascuno di questi ultimi un po’ di se stesso con gag divertenti e simpatiche battute. Non dimentichiamo che la Logoteatroterapia lavora

Il metodo X. Intuitivo creativo sensoriale. Parte teorica. Con schede operative

  Segnalo con immenso piacere l'uscita di un mio nuovo libro, scritto a più mani con Maria Lauriello e Giorgia Salemi per la casa editrice Fabbrica dei segni : Il metodo X. Intuitivo creativo sensoriale. Parte teorica. Con schede operative (suddiviso in due volumi)

Ascolta ricorda esegui

Uno dei principali intenti della Logoteatroterapia è l’utilizzo delle tecniche teatrali per far vivere ai partecipanti forti esperienze funzionali alla relazione, agli apprendimenti, alle autonomie, che possano poi essere generalizzate nella vita di tutti i giorni. Ecco un esempio. Un pomeriggio lavoro con un gruppo di adulti affetti da disabilità intellettiva, in comorbilità con altre patologie. Li conosco da tanto tempo e so bene quanto sia difficoltoso per loro ascoltare fino in fondo l’operatore (o il genitore, una sorella, un amico, perfino un film in tv), comprendere il messaggio, immagazzinarlo nella memoria a breve termine e (laddove ci sia un compito da eseguire) procedere all’esecuzione un attimo dopo aver ascoltato il tutto. Qualcuno si attiva già all’inizio della frase o non si attiva affatto, qualcun altro non mantiene la concentrazione fino alla fine, altri ancora focalizzano l’attenzione solo su un elemento slegandolo dal contesto, e così via. Alleniamoli pertanto alla c

Esercizi per il DSA: alzati dalla sedia

Spesso accade che ragazzi affetti da DSA sviluppino anche un’eccessiva ansia da prestazione che, unita alla bassa autostima, li porta ad abbandonare troppo presto qualsivoglia compito debbano portare a termine, convinti che se non riescono al primo tentativo allora è inutile insistere, tanto non si riuscirà più. In che modo la Logoteatroterapia può fargli vivere un’esperienza diversa, in grado di modificare almeno in parte questo atteggiamento? I giochi e gli esercizi sono molti, ma quello della scorsa settimana mi è sembrato particolarmente significativo. I tre che partecipano al laboratorio, sono invitati a recitare in una bravissima improvvisazione, che abbiamo chiamato Alzati dalla sedia. Un amico è seduto su una sedia e il protagonista della scena deve convincerlo ad alzarsi per potersene appropriare. Naturalmente il primo non ha alcuna voglia di lasciare la comodità nella quale si trova, e non si lascerà convincere troppo facilmente. Cominciamo a recitare. Mi accorgo ben presto

Un nuovo laboratorio

Un nuovo laboratorio, si comincia. Finalmente Paola Gallassi ed io riprendiamo il lavoro sulla Logoteatroterapia alla libreria Eli. I nostri arrivano puntuali, con i loro centimetri in più che hanno preso durante l’estate, i capelli un po’ più lunghi, qualche accenno di peluria sotto il naso, gli occhi sorridenti, tante risate e grande emozione per l’inizio di questa nuova avventura. L’adolescenza è un’età bellissima quanto complicata. Piena di energia e fragilità. Confusione, pensieri, stati d’animo, tentativi di comprendere se stessi e il mondo circostante. Il corpo e la voce cambiano, aumenta il desiderio di autonomia, il gruppo dei pari diviene sempre più importante… e potrei andare avanti. In che modo, mi chiedo, la Logoteatroterapia potrà essere sempre più al loro fianco in maniera funzionale? Dopo i saluti e le chiacchiere iniziali, illustro loro il cammino che faremo insieme. Accanto ai preziosi esercizi propriocettivi e spazio/temporali che svolgeranno con Paola, procederemo c