Simona è una ragazza sorda dalla nascita. Ha enorme difficoltà a comprendere il mondo che vive, corre, dialoga, discute, studia, lavora accanto a lei. Quanto diventano importanti allora gli occhi. Occhi che osservano, scrutano, decodificano le espressioni del viso degli altri, le mani che si muovono, i corpi che si avvicinano o si allontanano. E quanto diventa facile rinchiudersi negli schermi dello smartphone, dove centinaia di video stracolmi di immagini sono alla portata di tutti. Così Simona, una volta terminati gli anni della scuola nei quali era giocoforza obbligata a cercare di comprendere professori e compagni, studiare e parlare con tutti, si ritrova sola sempre più. Lei e il suo telefonino; lei e i video che fagocita in maniera compulsiva, e che la allontanano sempre più da quella realtà così ostile, faticosa, a volte impossibile da decifrare. Eppure, certi gesti e azioni sono davvero universali. Un sorriso, una carezza, una gomitata scherzosa. Gesti reali, accadimenti tra du...
Incontro Antonella (nome di fantasia) dopo le vacanze estive. Eccitata e abbronzata, non perde nemmeno un minuto a salutarmi né tanto meno a chiedermi come sto, per iniziare subito a raccontarmi tutto ciò che ha fatto. In realtà non ricorda alcuni dettagli importanti, come il nome della cittadina in cui è stata, se il mare era calmo o mosso, limpido o torbido, cosa ha mangiato di diverso dal solito. Però mi racconta delle ragazze e ragazzi che ha conosciuto, delle serate, dei giochi di carte sulla spiaggia. Ma la cosa che mi colpisce più di tutto è che nel corso di questo racconto affrettato e caotico, nel quale sembra non aver tempo neppure di respirare, Antonella non riesce a stare ferma neanche per un secondo. Avevo notato questo elemento anche nelle settimane precedenti la pausa estiva, ma non ci avevo riflettuto più di tanto visto che ci eravamo messe subito a lavorare facendo alcuni esercizi proposti da me, all’interno dei quali la ragazza è davvero brava e incanala la sua energi...