Disponibile a breve anche tramite podcast . Mi è capitato spesso di lavorare con giovani adulti affetti da sordità, i quali utilizzano protesi acustiche o impianto cocleare atti a migliorare la quantità e qualità delle informazioni che giungono all’apparato uditivo. Eppure, le protesi o l’impianto, uniti ad anni di terapia logopedica che hanno sicuramente migliorato la qualità della loro vita e delle relazioni, in alcuni casi non sono sufficienti. Mi trovo a condurre un intervento di logoteatroterapia con Grazia (nome di fantasia come i seguenti) insieme ad Antonella, Pietro, Andrea e altri. Giovani sui venticinque-trent’anni, che si sono laureati, sposati, hanno trovato un lavoro. Sono quindi ben inseriti nella società e stanno costruendo il proprio percorso di vita. Cos’è dunque che manca, che ancora può essere affinato? È presto detto: l’ironia. Mi accorgo ben presto che la maggior parte dell’attenzione di ciascuno di loro (sia visiva che uditiva) risiede nel comprendere la frase p...
Disponibile a breve anche tramite podcast . Trovo sempre estremamente interessante quanto un semplice esercizio o un’attività, anche piccola e trascurabile, possano avere ricadute positive non solo sui partecipanti compie ma anche coloro che gli stanno accanto. Nel laboratorio di logoteatroterapia per adolescenti, un pomeriggio stavamo realizzando una breve improvvisazione direttamente estratta dal racconto “Il fantasma di Canterville” di Oscar Wilde. Ciascuno dei presenti doveva entrare in scena fingendo di portare una candela e, al segnale uditivo convenuto, immaginare di trovarsi di fronte al fantasma per elaborare velocemente una battuta da rivolgergli. Chiedo a una delle ragazze, la chiameremo Diletta, di battere le mani per simboleggiare l’apparizione del fantasma. Diletta si impegna, ma il Disturbo dello Spettro Autistico dal quale è affetta la porta a distrarsi spesso e rintanarsi nei propri pensieri. Pertanto mi rendo conto che la breve improvvisazione non sta ricoprendo un f...