Quanto è importante lasciare che i ragazzi conducano le attività dopo di noi, per il resto del gruppo. Ho sempre pensato che condurre un’attività fosse il modo migliore per far sedimentare il relativo apprendimento. Ma un giorno ho improvvisamente scoperto un altro aspetto ancor più importante. Di solito inizio il laboratorio di logoteatroterapia con lo scioglimento ovvero una serie di movimenti atti a muovere tutti i segmenti del corpo, dalla testa ai piedi. Lorenzo, un ragazzo affetto dallo spettro autistico, quella volta afferma a gran voce che vuole proporre lui movimenti a tutti. Benissimo, rispondo io, accomodati. E Lorenzo inizia un movimento abbastanza complicato che gli altri ragazzi non riescono a riprodurre agevolmente quanto lui. Non solo il nostro non li guarda e quindi non si accorge delle loro difficoltà, ma continua imperterrito a compiere lo stesso movimento (che evidentemente gli genera una certa dose di soddisfazione) un’infinità di volte, finché sono costretta ad at...
Simona è una ragazza sorda dalla nascita. Ha enorme difficoltà a comprendere il mondo che vive, corre, dialoga, discute, studia, lavora accanto a lei. Quanto diventano importanti allora gli occhi. Occhi che osservano, scrutano, decodificano le espressioni del viso degli altri, le mani che si muovono, i corpi che si avvicinano o si allontanano. E quanto diventa facile rinchiudersi negli schermi dello smartphone, dove centinaia di video stracolmi di immagini sono alla portata di tutti. Così Simona, una volta terminati gli anni della scuola nei quali era giocoforza obbligata a cercare di comprendere professori e compagni, studiare e parlare con tutti, si ritrova sola sempre più. Lei e il suo telefonino; lei e i video che fagocita in maniera compulsiva, e che la allontanano sempre più da quella realtà così ostile, faticosa, a volte impossibile da decifrare. Eppure, certi gesti e azioni sono davvero universali. Un sorriso, una carezza, una gomitata scherzosa. Gesti reali, accadimenti tra du...