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Il metodo ICS. Intuitivo creativo sensoriale. Parte teorica. Con schede operative

  Segnalo con immenso piacere l'uscita di un mio nuovo libro, scritto a più mani con Maria Lauriello e Giorgia Salemi per la casa editrice Fabbrica dei segni : Il metodo ICS. Intuitivo creativo sensoriale. Parte teorica. Con schede operative  
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Ascolta ricorda esegui

Uno dei principali intenti della Logoteatroterapia è l’utilizzo delle tecniche teatrali per far vivere ai partecipanti forti esperienze funzionali alla relazione, agli apprendimenti, alle autonomie, che possano poi essere generalizzate nella vita di tutti i giorni. Ecco un esempio. Un pomeriggio lavoro con un gruppo di adulti affetti da disabilità intellettiva, in comorbilità con altre patologie. Li conosco da tanto tempo e so bene quanto sia difficoltoso per loro ascoltare fino in fondo l’operatore (o il genitore, una sorella, un amico, perfino un film in tv), comprendere il messaggio, immagazzinarlo nella memoria a breve termine e (laddove ci sia un compito da eseguire) procedere all’esecuzione un attimo dopo aver ascoltato il tutto. Qualcuno si attiva già all’inizio della frase o non si attiva affatto, qualcun altro non mantiene la concentrazione fino alla fine, altri ancora focalizzano l’attenzione solo su un elemento slegandolo dal contesto, e così via. Alleniamoli pertanto alla c

Esercizi per il DSA: alzati dalla sedia

Spesso accade che ragazzi affetti da DSA sviluppino anche un’eccessiva ansia da prestazione che, unita alla bassa autostima, li porta ad abbandonare troppo presto qualsivoglia compito debbano portare a termine, convinti che se non riescono al primo tentativo allora è inutile insistere, tanto non si riuscirà più. In che modo la Logoteatroterapia può fargli vivere un’esperienza diversa, in grado di modificare almeno in parte questo atteggiamento? I giochi e gli esercizi sono molti, ma quello della scorsa settimana mi è sembrato particolarmente significativo. I tre che partecipano al laboratorio, sono invitati a recitare in una bravissima improvvisazione, che abbiamo chiamato Alzati dalla sedia. Un amico è seduto su una sedia e il protagonista della scena deve convincerlo ad alzarsi per potersene appropriare. Naturalmente il primo non ha alcuna voglia di lasciare la comodità nella quale si trova, e non si lascerà convincere troppo facilmente. Cominciamo a recitare. Mi accorgo ben presto

Un nuovo laboratorio

Un nuovo laboratorio, si comincia. Finalmente Paola Gallassi ed io riprendiamo il lavoro sulla Logoteatroterapia alla libreria Eli. I nostri arrivano puntuali, con i loro centimetri in più che hanno preso durante l’estate, i capelli un po’ più lunghi, qualche accenno di peluria sotto il naso, gli occhi sorridenti, tante risate e grande emozione per l’inizio di questa nuova avventura. L’adolescenza è un’età bellissima quanto complicata. Piena di energia e fragilità. Confusione, pensieri, stati d’animo, tentativi di comprendere se stessi e il mondo circostante. Il corpo e la voce cambiano, aumenta il desiderio di autonomia, il gruppo dei pari diviene sempre più importante… e potrei andare avanti. In che modo, mi chiedo, la Logoteatroterapia potrà essere sempre più al loro fianco in maniera funzionale? Dopo i saluti e le chiacchiere iniziali, illustro loro il cammino che faremo insieme. Accanto ai preziosi esercizi propriocettivi e spazio/temporali che svolgeranno con Paola, procederemo c

Oggi mi sento… dimmelo con il corpo

 Nel laboratorio di Logoteatroterapia oggi ci sono una bambina e un bambino. La prima è affetta da iperattività con difficoltà di autoregolazione, mentre il secondo da sordità e conseguente ritardo di linguaggio. Entrano nella stanza, mi salutano festosi, hanno gli occhi accesi, lo sguardo sbarazzino, il viso sorridente. Dopo averli fatti accomodare, chiedo loro come si sentono. “Bene!” rispondono quasi all’unisono. “Ottimo”, faccio io. “Ne sono felice. Ma che ne dite di fare un gioco? Lo sapete che a teatro si usa tanto il corpo, e ormai abbiamo anche scoperto insieme che il corpo parla. Quindi ora ciascuno di noi dirà a parole Io mi sento... e terminerà la frase prendendo una posizione corporea che rappresenti il suo stato d’animo.” Presto fatto: gli adulti presenti in sala iniziano per primi il breve esercizio, per offire un modello ai bambini. La piccola esegue il tutto senza sforzo, deve solo ripetere un paio di volte per non velocizzare eccessivamente l’esecuzione, ma quando arri

Logoteatroterapia, DSA e...

Tardo pomeriggio. Conduco un laboratorio con tre preadolescenti che frequentano la Scuola Media e sono affetti da DSA . È però evidente, fin dai primi momenti, che al disturbo d’apprendimento siano associate altre fragilità. Una di loro ha sviluppato un atteggiamento di forte attaccamento alla figura di riferimento, dalla quale non riesce a staccarsi. Un’altra è del tutto carente nelle autonomie e ha timore di qualsiasi azione che debba fare da sola. Il terzo è fortemente introverso e al contempo mostra una bassa tolleranza alle frustrazioni, ad esempio quando capita che perda a un gioco di carte. “Benissimo”, dico fra me e me “siete capitati nel posto giusto”. Come è stato esplicitato più volte, la Logoteatroterapia è al servizio dell’individuo e va a intervenire proprio sulle aree meno sviluppate, facendo leva sui punti di forza. Quindi, incominciamo. Per prima cosa cerco di farli ridere, con battute scherzose, facce buffe, bonarie prese in giro a me stessa e alle colleghe. È stato i

Laboratorio alla Libreria Eli di Roma da Ottobre