Rebecca aveva momenti di grande iperattività uniti a picchi di entusiasmo spesso esagerati, fuori contesto. Non era affatto facile contenerla, indurla a rispettare le regole e a eseguire le consegne scolastiche o aiutare la mamma in casa. Gli anni passano e l’iperattività si affievolisce, insieme agli sbalzi d’umore. Rebecca diviene fin troppo preoccupata del suo aspetto fisico: i vestiti, le scarpe, il trucco, gli accessori iniziano a ricoprire un’importanza notevole nella sua vita. E, a ben guardare, si fa strada in lei una nuova caratteristica, che spesso manda insegnanti, amici e genitori su tutte le furie: il Disturbo oppositivo/provocatorio. Oppositiva con l’adulto, provocatoria con i compagni, non di rado Rebecca si rifiuta categoricamente di compiere ciò che le viene chiesto e ancor più spesso fa l’esatto contrario, adducendo poi come scusa l’esser distratta, il non aver compreso, e persino che la responsabilità non sia sua bensì di uno a caso del gruppo dei pari. L’intelligenz...
Quella mattina Laura arriva di corsa. È scortese con tutti e scostante. È talmente su di giri e infastidita per aver fatto tardi che impiego non poco a calmarla, interpretare il suo stato d’animo così scombussolato e farle riacquistare un minimo di serenità. Sto per iniziare quando mi rendo conto che è più importante lavorare su altro. Le chiedo come mai è così sgarbata con noi, mentre sono tutti gentili nei suoi confronti. La ragazza spalanca gli occhi, non si aspetta proprio una domanda del genere. Va detto che è affetta dal Disturbo dello Spettro Autistico e da come risponde si capisce che ha una scarsa percezione del suo comportamento. Anche con l’aiuto degli altri, rifaccio mimando esattamente ciò che ha fatto stamane, così che possa vedersi da fuori e prendere coscienza del suo atteggiamento. Laura ride e tenta di dare alcune spiegazioni. Allora, la incalzo facendole notare che avrebbe potuto fare tutto mostrandosi maggiormente gentile. La ragazza ovviamente sa alla perfezione co...