Stefania aveva ventidue anni quando l’ho conosciuta. Terminato l’istituto superiore e conseguita la maturità, si era iscritta a una delle scuole più famose di fumetti, date le sue indubbie capacità nel disegno e la sua passione per gli anime giapponesi. Su questo argomento è fortissima, conosce e ricorda ogni più piccolo dettaglio di disegnatori, sceneggiatori, personaggi, film, fumetti, serie. Il guaio è che è davvero difficile far sì che la sua mente si interessi ad altro. Appena la conversazione si sposta su argomenti differenti, che potrebbero riguardare cose quotidiane come le vacanze appena trascorse o lo sciopero dei trasposti, Stefania accavalla le gambe, incrocia le braccia e rivolge testa e sguardo altrove. Risponde, certo, quando la domanda la riguarda direttamente. Ma non mostra alcun interesse per quel che dicono gli altri, arrivando addirittura a non comprendere per quale motivo magari a un certo punto tutto il gruppo inizia a ridere e fare battute. Sembra vivere la propr...
Logoteatroterapia
Di Cecilia Moreschi