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Autismo e Teatro – Come aiuta i ragazzi | Logoteatroterapia e neuroni specchio

Disponibile a breve anche tramite podcast.

Trovo sempre estremamente interessante quanto un semplice esercizio o un’attività, anche piccola e trascurabile, possano avere ricadute positive non solo sui partecipanti compie ma anche coloro che gli stanno accanto. Nel laboratorio di logoteatroterapia per adolescenti, un pomeriggio stavamo realizzando una breve improvvisazione direttamente estratta dal racconto “Il fantasma di Canterville” di Oscar Wilde. Ciascuno dei presenti doveva entrare in scena fingendo di portare una candela e, al segnale uditivo convenuto, immaginare di trovarsi di fronte al fantasma per elaborare velocemente una battuta da rivolgergli. Chiedo a una delle ragazze, la chiameremo Diletta, di battere le mani per simboleggiare l’apparizione del fantasma. Diletta si impegna, ma il Disturbo dello Spettro Autistico dal quale è affetta la porta a distrarsi spesso e rintanarsi nei propri pensieri. Pertanto mi rendo conto che la breve improvvisazione non sta ricoprendo un forte significato solo per chi la compie (che deve procedere dritto davanti a sé, poi inibire il movimento attivando la coordinazione uditivo-motoria, infine improvvisare una battuta verbale differente da quella del compagno precedente ma comunque adeguata al contesto) ma anche per Diletta, che deve allungare i propri tempi attentivi per compiere ogni volta il battito di mani al momento giusto. Ma le finalità non terminano qui. L’amico accanto a Diletta, lo chiameremo Davide, ha una fortissima attivazione dei neuroni specchio, che lo portano spesso a sostituirsi agli altri compiendo le loro azioni o fornendo le loro risposte. Anche stavolta non fa eccezione: Davide vorrebbe sempre essere lui a battere le mani al posto di Diletta, arriva addirittura a farlo e poi mi osserva di sottecchi e con sguardo sornione, appena me ne accorgo. Per lui, quindi, suddetto piccolo esercizio ricopre la funzione di allenare la facoltà di inibizione e controllo dei neuroni specchio, per permettere a Diletta di svolgere il suo compito serenamente, accettando la frustrazione di non essere stato il prescelto. 
Quanti obiettivi da perseguire, dunque, persino in una piccola improvvisazione come questa. Solo il teatro ci offre continuamente così tante possibilità di allenare e potenziare le nostre fragilità. Per migliorare e migliorarci, sempre.

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