sabato 25 aprile 2020

Teatroterapia in videochiamata: parliamo in balenese

La teatroterapia in streaming pone dei limiti oggettivi per i ragazzi audiolesi,
soprattutto riguardo alla comprensione del messaggio verbale.
Non abbiamo a disposizione il tono della voce, i messaggi non verbali che il corpo trasmette, la gestualità a sostegno di ciò che vorremmo comunicare. Inoltre, la voce spesso si blocca, arriva in ritardo, o il suono è spezzettato. Diventa perciò ancor più importante la corretta articolazione delle labbra e la lentezza nel pronunciare le parole.
Ecco che la videochiamata ci ha permesso di mettere a fuoco una difficoltà evidenziandola ancor più che nella vita reale, dandoci la
Cecilia Moreschi
possibilità di esercitarci in merito.
Dopo gli opportuni esercizi di coordinazione per bocca e lingua, passiamo a
posizionare le labbra esagerando l’apertura, per enunciare le cinque vocali.
Ovviamente, sono attività che abbiamo svolto spesso nei precedenti laboratori di logoteatroterapia; tuttavia, la necessità di ripeterli in questo particolare periodo è naturalmente aumentata.
Per la A la bocca è completamente spalancata, per la E è come se stesse sorridendo, per la I è
sufficiente stringere il sorriso di prima, per la O occorre fare un bell’ovale, e per la U
un cerchio piccolino, nel quale però il dito mignolo deve poter entrare.
Una volta assunte tutte le posizioni, propongo alle mie giovani aspiranti attrici di
prendere un bel respiro e introdurre la voce. Emettiamo quindi un suono prolungato,
nel quale sarà sufficiente cambiare la posizione delle labbra per ascoltare le cinque
vocali. Ognuna di loro prende quindi coscienza che la posizione della bocca è
fondamentale per il suono che si vuole produrre. Poco dopo elimino la voce e prendo
solo una delle 5 posizioni: ciascuna di loro dovrà indovinare solo da quest’ultima la vocale a cui si riferisce (esercitando così la lettura labiale).
Poco dopo, ciascuna farà a me lo stesso indovinello. Manca poco al termine del nostro incontro virtuale e decidiamo di finire pronunciando a voce alta e con la massima lentezza una frase. La
voce di tutte esce limpida e sonora, nessuna accavalla fonemi o tiene la bocca troppo
stretta per risultare intellegibile. Tutte hanno preso gusto a questa “parlata in
balenese” che permette a ciascuna di capire ed essere capita.

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