Rebecca aveva momenti di grande iperattività uniti a picchi di entusiasmo spesso esagerati, fuori contesto. Non era affatto facile contenerla, indurla a rispettare le regole e a eseguire le consegne scolastiche o aiutare la mamma in casa. Gli anni passano e l’iperattività si affievolisce, insieme agli sbalzi d’umore. Rebecca diviene fin troppo preoccupata del suo aspetto fisico: i vestiti, le scarpe, il trucco, gli accessori iniziano a ricoprire un’importanza notevole nella sua vita. E, a ben guardare, si fa strada in lei una nuova caratteristica, che spesso manda insegnanti, amici e genitori su tutte le furie: il Disturbo oppositivo/provocatorio. Oppositiva con l’adulto, provocatoria con i compagni, non di rado Rebecca si rifiuta categoricamente di compiere ciò che le viene chiesto e ancor più spesso fa l’esatto contrario, adducendo poi come scusa l’esser distratta, il non aver compreso, e persino che la responsabilità non sia sua bensì di uno a caso del gruppo dei pari. L’intelligenz...
Di Cecilia Moreschi