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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Logoteatroterapia. Lo sguardo, il gesto

Giulio, lo chiameremo così. Ha 12 anni ed è affetto da un disturbo del neuro-sviluppo che lo rende refrattario a qualsivoglia interazione con l’altro. Perso nel suo mondo, con gli occhi perennemente bassi e il corpo apatico, sembra non essere interessato a nulla e nessuno. Quale non è la nostra sorpresa (mia e delle colleghe terapiste) quando partecipa ai giochi di logoteatroterapia come fosse la cosa più naturale del mondo; cammina nello spazio, attiva l’imitazione, sembra finalmente far parte di un gruppo, di una storia. Arriva addirittura a produrre autonomamente piccoli gesti o frasi funzionali al contesto del laboratorio. Continua però a mantenere lo sguardo fisso sul pavimento. Lo alza solo su specifica richiesta e aggancia gli occhi dell’interlocutore per un paio di secondi, non di più. Giunge il momento delle prove della messinscena. Dopo aver raccontato la storia che andremo a recitare, anche grazie a immagini e video che lo aiutino nella comprensione, gli affido il personaggi...