Incontro Barbara (la chiameremo così) qualche anno fa. Durante le lezioni spesso non rispetta le consegne e fa a modo suo. Non riesce a stare ferma per più di qualche minuto, il suo sguardo vaga per la stanza attirato da ogni piccolo dettaglio, il corpo è spesso scomposto, il movimento risulta caotico e affatto contestuale. Non è quindi difficile intuire che sia affetta da alcune problematiche a livello cognitivo, che le impediscono la piena partecipazione a qualsivoglia esperienza. In qualche modo però, l’attività le piace e in qualche breve momento riesce ad agganciarsi alla realtà del momento e anche a pronunciare frasi adeguate. Arriva il momento della scrittura e successive prove dello spettacolo finale. Ci divertiamo con l’intero gruppo a sviluppare la storia e inserire battute e personaggi divertenti per ciascuno, quindi anche per Barbara. Ma dopo qualche settimana, una delle sue insegnanti mi si avvicina per comunicarmi che forse ho avuto troppa fiducia nelle capacità mnemonich...
Di Cecilia Moreschi