Giovedì pomeriggio mi ritrovo con quattro ragazzi delle scuole medie, affetti da DSA, iperattività, cadute sulla memoria, sull’attenzione e la concentrazione. Il tutto si riversa non solo sugli apprendimenti scolastici ma anche sull’eloquio, che risulta frettoloso, poco intellegibile, con scarsissime pause e una ridotta respirazione. Oggi i ragazzi si parlano addosso senza ascoltarsi. Vorrebbero la mia attenzione ma non sono in grado di accorgersi se li sto ascoltando oppure no. Dopo aver ottenuto il silenzio, chiedo a ciascuno di raccontare ciò che stavano dicendo gli altri. Quindi propongo un gioco: ognuno verrà bombardato di domande ma non può assolutamente rispondere, attivando pertanto le facoltà inibitorie. Successivamente alle domande dovrà rispondere con una sola parola del tutto incongrua (per esempio "Come stai oggi?" "Pavimento") aggiungendo l’ideazione all’inibizione. Passiamo ora a un ascolto corporale, utilizzando camminate buffe a cui il corpo di cia...
Di Cecilia Moreschi