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Il bambino terapista degli altri e di se stesso

Disponibile a breve anche tramite podcast . Non so quante volte l’ho veduto accadere: un bambino che si pone come agente terapeutico di un altro ed è enormemente più efficace di tutti i terapisti adulti presenti nella stessa stanza. Ma andiamo per ordine. Un pomeriggio al laboratorio di logoteatroterapia lavoro con quattro bambini di sette/otto anni. Uno di loro, che chiameremo Giulio, è affetto da numerose difficoltà di varia natura: linguistiche, mnemoniche, prassiche e motorie. Unisce a esse una simpatia travolgente che lo porta a essere sempre attivo, ma ben poco attento e alla continua ricerca di nuovi stimoli e nuove cose da fare. A tutti i piccoli di quel giorno piace enormemente il gioco della Marionetta che cade in 10 tempi che ho dettagliatamente descritto nel volume dedicato alla Logoteatroterapia. Ma Giulio fa un’enorme confusione. Anticipa o non segue le consegne, utilizza entrambi gli arti perché ancora mostra difficoltà a inibire il movimento di uno di essi, unisce coll...

Prove attenzione e rispetto

Mi trovo spesso a riflettere su quanto l’aspetto terapeutico coincida con quello educativo. Siamo nel bel mezzo delle prove dello spettacolo ispirato al Mago di Oz. Serena – nome di fantasia - interpreta la parte di Dorothy nel momento del suo arrivo alla città dei mastichini. La bambina frequenta la quinta classe della scuola primaria. Vivace, allegra, sempre sorridente, ha però dei tratti di iperattività mescolati a mancata percezione della prossemica e degli spazi di rispetto dell’altro. Le ho rimandato spesso che tale eccessiva vivacità o invasione dello spazio e degli oggetti altrui può essere scambiata per mala creanza da chi non la conosce bene. So infatti che a scuola c’è una docente che non riesce proprio a instaurare un rapporto con lei; convoca spesso i genitori per lamentarsi della sua eccessiva effervescenza, la rimprovera davanti a tutti e così via. Serena tenta di controllarsi, ha migliorato enormemente il suo comportamento e i suoi apprendimenti, eppure di strada da far...