Io e Camilla (nome di fantasia) lavoriamo insieme per lunghi mesi, nei quali concentro le nostre attività sull’aderenza alla realtà. Camilla infatti a volte si perde nei suoi pensieri; inizia un discorso e non riesce a terminarlo perché vi inserisce elementi non pertinenti; ha tempi d’attenzione ridotti e pertanto ascolta gli altri solo per alcuni minuti, trascorsi i quali è di nuovo preda di idee, ricordi o riflessioni non attinenti alla conversazione. Utilizzo pertanto esercizi specifici che lavorino sull’integrazione del personaggio con il gesto adeguato, l’emozione provata, la battuta pronunciata. Inevitabilmente fanno capolino la Teoria della Mente ovvero comprendere che gli altri hanno stati mentali differenti dai propri, e la pragmatica ovvero l’utilizzo congruo e contestuale del linguaggio. Il setting teatrale ci permette sempre di interromperci e ricominciare da capo, laddove ci sia un elemento non coerente con il resto. Ricordo quel pomeriggio in cui Camilla era certa di inte...
Di Cecilia Moreschi