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Uno studente autistico prese il comando. Poi successe questo

Quanto è importante lasciare che i ragazzi conducano le attività dopo di noi, per il resto del gruppo. Ho sempre pensato che condurre un’attività fosse il modo migliore per far sedimentare il relativo apprendimento. Ma un giorno ho improvvisamente scoperto un altro aspetto ancor più importante. Di solito inizio il laboratorio di logoteatroterapia con lo scioglimento ovvero una serie di movimenti atti a muovere tutti i segmenti del corpo, dalla testa ai piedi. Lorenzo, un ragazzo affetto dallo spettro autistico, quella volta afferma a gran voce che vuole proporre lui movimenti a tutti. Benissimo, rispondo io, accomodati. E Lorenzo inizia un movimento abbastanza complicato che gli altri ragazzi non riescono a riprodurre agevolmente quanto lui. Non solo il nostro non li guarda e quindi non si accorge delle loro difficoltà, ma continua imperterrito a compiere lo stesso movimento (che evidentemente gli genera una certa dose di soddisfazione) un’infinità di volte, finché sono costretta ad at...

Il ritorno dalle vacanze

Terminate le vacanze, incontro nuovamente Matteo (nome di fantasia). Ragazzino di 12 anni alto, magro, sempre vestito all’ultima moda. Affetto da difficoltà uditive e di conseguenza linguistiche, lo scorso anno sembrava non avere interesse per niente e nessuno. Spesso oppositivo, sfuggente, sdraiato sulla sedia e sul tavolo come fosse a casa sua, aveva un atteggiamento che sfiorava la maleducazione e in ogni caso comunicava il totale disinteresse per qualsiasi proposta gli venisse fatta. Ma un anno di giochi di logoteatroterapia, a cui si è aggiunto lo spettacolo finale, hanno fatto il miracolo. Eccolo, adesso. Mi corre incontro e mi abbraccia. Non smette di chiacchierare, per raccontare a tutti le giornate di vacanza trascorse al mare e al lago, proprio lui che rispondeva a monosillabi a qualsiasi domanda riguardasse la sua vita privata. Accetta di interrompere il racconto per permettere anche agli altri ragazzi di condividere le esperienze fatte. Guarda tutti negli occhi, è attento e...

Era scortese con tutti. Non sapeva nemmeno di esserlo

Quella mattina Laura arriva di corsa. È scortese con tutti e scostante. È talmente su di giri e infastidita per aver fatto tardi che impiego non poco a calmarla, interpretare il suo stato d’animo così scombussolato e farle riacquistare un minimo di serenità. Sto per iniziare quando mi rendo conto che è più importante lavorare su altro. Le chiedo come mai è così sgarbata con noi, mentre sono tutti gentili nei suoi confronti. La ragazza spalanca gli occhi, non si aspetta proprio una domanda del genere. Va detto che è affetta dal Disturbo dello Spettro Autistico e da come risponde si capisce che ha una scarsa percezione del suo comportamento. Anche con l’aiuto degli altri, rifaccio mimando esattamente ciò che ha fatto stamane, così che possa vedersi da fuori e prendere coscienza del suo atteggiamento. Laura ride e tenta di dare alcune spiegazioni. Allora, la incalzo facendole notare che avrebbe potuto fare tutto mostrandosi maggiormente gentile. La ragazza ovviamente sa alla perfezione co...

Dal “non ci riesco” al sorriso: una storia vera di Logoteatroterapia

Laura (nome di fantasia) viene spinta dalla sua terapista a partecipare a un laboratorio di Logoteatroterapia condotto da me. La bambina ha 10 anni e, oltre a essere molto carina, veste sempre come una piccola principessa in visita al regno vicino. Non solo: le sue lunghe gambe e le braccia magre si muovono con totale rigidità e spesso si attorcigliano al resto del corpo come a volerlo proteggere da chissà cosa. Estremamente timida e introversa, Laura non ha mai fatto teatro e non è difficile intuire dalla postura, dalle parole pronunciate a mezza bocca e dallo sguardo sfuggente, che vorrebbe essere a mille chilometri dalla stanza dove stiamo per iniziare. Per farla sentire appena un poco di più a suo agio, stravolgo velocemente il programma che avevo in mente e inizio con attività semplicissime, molto al di sotto di quel che lei e gli altri ragazzi potrebbero fare. Ma non basta. Trascorrono le settimane e ottengo pian piano qualche misero risultato ma niente più. Laura rifiuta di sede...