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Visualizzazione dei post con l'etichetta teatro

Voce Linguaggio Prosodia

Disponibile a breve anche tramite podcast . La voce, che strumento meraviglioso. Potentissimo, duttile, armonioso e gracchiante, dolce e crudele, la voce è una parte fondamentale dell’essere umano, dai primi istanti della sua nascita fino all’ultimo respiro. Essa cambia con il nostro corpo, diviene con la crescita più forte e profonda, mentre negli ultimi anni acquista accenti più deboli e incerti. Ciascuno di noi possiede una voce diversa dagli altri. È unica, un po’ come le impronte digitali e anche per questo è libera espressione di ogni singolo essere umano. Come afferma il linguista Federico Albano Leoni nel volume Voce, il corpo del linguaggio “...la voce è innanzitutto una manifestazione primordiale e non intenzionale del nostro essere in vita: la sua sostanza è il respiro grazie al quale viviamo; è l’annuncio del nostro ingresso nel mondo, è l’espressione naturale e spontanea del dolore, della paura, della sorpresa, del disgusto; è un riflesso della nostra interiorità e delle ...

Come funziona il copione e la comunicazione tra adulti e ragazzi

Disponibile a breve anche tramite podcast . Riprendiamo il discorso della scorsa settimana su linguaggio, comprensione ed efficace comunicazione Un pomeriggio, al laboratorio di Logoteatroterapia, sto lavorando con un bambino affetto da ADHD che chiameremo Gianni. Stiamo provando la messinscena del nostro prossimo spettacolo e Gianni ha la prima entrata in scena. Freme per iniziare, non vede l’ora di pronunciare le battute che ricorda alla perfezione ma tralascia completamente le azioni sceniche che precedono il contenuto verbale. Ne approfitto quindi per lavorare sull’ascolto e la comprensione. Gli leggo la didascalia del copione nella quale ci sono le azioni che dovrebbe compiere (ovvero “Gianni entra in scena quatto quatto, si ferma al centro, si gira verso il pubblico e mette il dito indice sulla bocca, chiaro segno del fare silenzio”). Il bambino, appena sente “Gianni entra in scena” non riesce a impedirsi di trasformare in azione motoria la frase e sta per precipitarsi nello spa...

Neuroni specchio a teatro e nella vita

Disponibile anche tramite podcast . A metà anni ’90 i neuroni specchio erano appena stati scoperti dal neuroscienziato di Parma Giacomo Rizzolatti e il suo team, ma io ancora non ne sapevo nulla. Avevo appena concluso la scuola di recitazione e gli studi universitari di teatro, quando mi chiamarono per preparare una serie di spettacoli basati sulle fiabe classiche, che sarebbero poi andati in scena in una manifestazione estiva per bambini. Per ogni ruolo il regista voleva due attori pronti all’interpretazione. Io e un collega attore fummo quindi scelti per la parte di Pinocchio. In sede di prove (nelle quali il copione era più una sequenza di azioni sceniche, un canovaccio che una drammaturgia vera e propria) l’altro attore iniziò a provare il personaggio prima di me, insieme alla Fata Turchina, al Gatto e alla Volpe e così via. Di conseguenza, senza saperlo, io ebbi l’opportunità di allenare la mia performance grazie all’attivazione dei neuroni specchio, che iniziarono a formare nell...

Gli altri sono il nostro specchio

È innegabile, dico ai ragazzi qualche giorno fa durante un laboratorio, il fatto che nessuno di noi abbia a disposizione uno specchio sempre presente accanto a se stesso, che possa mostrargli le proprie azioni, le proprie espressioni, in una parola come si comporta con gli altri. Sarebbe comodo per farci rendere conto se a volte esageriamo, ma non lo abbiamo. Il nostro specchio sono gli altri. Io vedo le persone accanto a me, loro vedono me. E se mi rimandano che un mio atteggiamento o comportamento dà loro fastidio, devo prenderne atto in quanto loro sono il mio specchio vivente, che mi racconta qualcosa di me. Però nel laboratorio di logoteatroterapia possiamo giocare a scambiarci i ruoli, permettendoci il lusso per un momento di interpretare ciascuno il ruolo e i comportamenti dell’altro. Ecco quindi che il ragazzo affetto da iperattività diviene la sua terapista, seria e composta; ecco che quest’ultima si diverte a muoversi in continuazione, fare mille richieste, non ascoltare...

Emozione nello spazio

Mi trovo a condurre un’attività di logoteatroterapia in un gruppo in cui è presente Cristina – nome fittizio - bambina di 9 anni. Affetta da ritardo di linguaggio e disturbo misto del linguaggio espressivo, con una bassa autostima, Cristina ha recuperato moltissimo e ora parla fluentemente, con un vocabolario abbastanza ricco e frasi complesse. Permane, tuttavia, una forte inibizione a prendersi il suo spazio, a fare delle scelte, a esprimere chiaramente i suoi desideri o ciò che non le piace. Inoltre mostra grandi difficoltà non solo a interpretare le emozioni, a causa anche di una leggera ipotonia dei muscoli facciali, ma anche a riconoscerle laddove le veda espresse nel viso e nella postura di chi le sta accanto. Propongo quindi alcuni giochi propri del laboratorio di logoteatroterapia. Iniziamo con macro movimenti nello spazio, in cui tutto il corpo scioglie le contratture muscolari, respira profondamente, e comincia a giocare e divertirsi, immaginando di aver preso la scossa o di...

Nello studio del dottore

Martedì pomeriggio. Laboratorio con bambini di quarta e quinta elementare affetti da DSA , lieve inibizione motoria e verbale, disorganizzazione spazio-temporale, autismo. I primi sono molto attaccati al concreto, a volte mostrano timidezza, riescono a comunicare con frasi spesso ridotte al minimo, faticano a utilizzare fantasia e creatività. Il bambino affetto da autismo, al contrario, oltre a non sostenere quasi mai il contatto oculare, spesso si perde nei suoi pensieri, inizia discorsi lunghi e complessi ma non contestuali, necessita di essere riportato al “qui e ora” numerose volte. Molto bene, il laboratorio teatrale è proprio quello che fa per noi! Dopo qualche gioco in cui abbiamo esercitato il rispetto del turno, il rispetto dello spazio, l’espressività corporale e vocale, la creatività, chiedo ai bambini di realizzare un’improvvisazione insieme a me. Ne sono entusiasti, a tutti loro piace recitare, ritrovandosi in personaggi diversi da se stessi, ai quali è concess...

Gli oggetti il corpo e il linguaggio

Come ci insegna il Metodo Verbo Tonale *, tutto il corpo partecipa attivamente alla corretta acquisizione di fonemi, necessari per la formazione di parole e quindi di frasi. Percepisce il suono e supporta enormemente gli organi fonatori al momento della riproduzione. Partecipa attivamente all’atto comunicativo, al linguaggio. Inoltre, ci offre molte informazioni laddove ci sia una caduta proprio in questo aspetto. Un giovedì mattina conduco un laboratorio con bambini di seconda elementare. Tra loro, una bimba bellissima ha già fatto con enormi successi un percorso di logopedia, che l’ha aiutata a superare il ritardo di linguaggio dal quale era affetta. Ora si esprime molto bene, anche se talvolta permane un leggero sovraffollamento di fonemi, specialmente in frasi lunghe o appena più complesse di quella minima. Propongo il gioco delle trasformazioni dell’oggetto. Abbiamo in mano una penna e possiamo tramutarla in tutto ciò che vogliamo, grazie a piccole azioni sceniche. I bambini acc...

Ragazzi e ascolto

Giovedì pomeriggio mi ritrovo con quattro ragazzi delle scuole medie, affetti da DSA, iperattività, cadute sulla memoria, sull’attenzione e la concentrazione. Il tutto si riversa non solo sugli apprendimenti scolastici ma anche sull’eloquio, che risulta frettoloso, poco intellegibile, con scarsissime pause e una ridotta respirazione. Oggi i ragazzi si parlano addosso senza ascoltarsi. Vorrebbero la mia attenzione ma non sono in grado di accorgersi se li sto ascoltando oppure no. Dopo aver ottenuto il silenzio, chiedo a ciascuno di raccontare ciò che stavano dicendo gli altri. Quindi propongo un gioco: ognuno verrà bombardato di domande ma non può assolutamente rispondere, attivando pertanto le facoltà inibitorie. Successivamente alle domande dovrà rispondere con una sola parola del tutto incongrua (per esempio "Come stai oggi?" "Pavimento") aggiungendo l’ideazione all’inibizione. Passiamo ora a un ascolto corporale, utilizzando camminate buffe a cui il corpo di cia...

La tristezza e il formaggio

Giorni fa conduco un laboratorio con sette bambini di età prescolare, affetti da ipoacusia, ritardo di linguaggio, ritardo generalizzato dello sviluppo. Dopo aver giocato per qualche minuto, divido lo spazio scenico - in cui si agisce, si recita - dallo spazio in cui c'è il pubblico, dal quale si guarda. Per agganciare ciò che stiamo facendo al loro vissuto, chiedo se qualche volta sono stati a teatro, in platea, ma tutti rispondono negativamente. Magari al cinema? Sì, certo, al cinema sì! Alcuni occhietti si illuminano e si affaccia alla memoria di qualcuno l'esperienza vissuta con la mamma o il papà, a vedere Toy Story 4, per esempio. Benissimo - continuo - nello stesso modo in cui al cinema siamo tutti seduti vicini per guardare lo schermo dove il film viene proiettato, anche a teatro gli spettatori sono seduti uno accanto all'altro, orientati verso il palco, pronti ad assistere allo spettacolo. Oggi noi saremo sia il pubblico che guarda che gli attori che recitano....

Laboratorio di un lunedì pomeriggio

Laboratorio con cinque adulti, affetti da disabilità intellettiva, ipoacusia, lieve goffaggine motoria, disturbo misto del linguaggio e della comprensione. Per stimolare e prolungare il contatto oculare di coloro il cui sguardo spesso vaga nella stanza, l'attenzione e l'intelligibilità dell'eloquio di chi è affetto da un sovraffollamento dello stesso, e l'attenzione uditiva e la comprensione di ciascuno, invento un semplice esercizio. Sistemo cinque sedie al centro della stanza, disposte un po’ a zig zag in modo che ognuno possa guardare sia chi gli sta di fronte spostato a destra, sia colui che è nella stessa posizione ma leggermente a sinistra. Quindi invito i ragazzi a prendere posto. Colui che è seduto sulla prima delle cinque sedie deve ideare una frase e dirla a chi gli sta di fronte guardandolo negli occhi. Costui mette in moto la memoria uditiva a breve termine per ripeterla al terzo in diagonale. Quest’ultimo fa lo stesso e la passa al quarto, che poi la dov...